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SCUOLA, I PROBLEMI DELL’ENTROTERRA

23 febbraio 2010 Nessun Commento
Montebello Jonico – Scuole di serie “A” e scuole di serie “B”.
Scuole che vivono il dramma dello spopolamento e scuole affollatissime.
Ragazzi che usufruiscono di mille servizi ed altri privi persino di spazi idonei per svolgere l’educazione fisica.
Laboratori ricchi di tecnologie ed altri inesistenti o chiusi.
Ciò accade in Italia, un po’ ovunque, così come nell’entroterra di Montebello Jonico dove i genitori stanchi chiamano all’appello la stampa perché ormai giunti al limite della sopportazione.
E’ inaudito, affermano, che i nostri figli subiscano queste disparità poiché in tal modo vivono lontani dai principi dell’ uguaglianza.
Eppure questi studenti sono ragazzi al pari degli altri, probabilmente con un futuro culturale difficile o forse negato perché poco robusto e “cucito” tra una pluriclasse e l’altra dove apprendere diventa veramente difficile.
Nell’entroterra montebellese gli studenti vivono il dramma delle pluriclassi e non solo dal momento che proprio lì, così come affermano i genitori agguerriti, sono assenti quegli elementi che potrebbero, forse, solo in parte, sopperire al dramma delle pluriclassi stesse.
Nello specifico mancano le palestre, ed i laboratori di informatica, dove esistono, i ragazzi si limitano solo ad osservarli.
I genitori ancora fanno presente che nel caso di assenza di qualche docente i propri figli si trovano a dover svolgere ore ed ore consecutive della stessa disciplina.
La speranza è che ci sia sempre qualcuno che supplisca altrimenti, i ragazzi paradossalmente si dovrebbero trovare senza docente. Frutto questo di una legge che stenta a soddisfare le utenze.
Ma i genitori ritornano sull’educazione fisica e sui laboratori di informatica. Affermano che è inaudito svolgere le discipline al di fuori dei contesti propri.
L’educazione fisica affermano, rappresenta una disciplina e pertanto va svolta in classe e in locali idonei. Ma nell’entroterra non c’è la palestra, né altro che la somigli.
E sono sempre i genitori ad elogiare il professore di educazione fisica perché tra mille difficoltà cerca di far divertire i ragazzi.
Sembra quasi qualche scena del film “la vita è bella” dove Benigni nonostante la drammaticità dell’evento finge lo scherzo e quindi la normalità anche quando questa la si intravede col binocolo.
Così gli esercizi si svolgono davanti la scuola, con tuta e scarpe da tennis che di fatto servono a poco dal momento che i ragazzi si trovano sul cemento e tra la recinzione della scuola.
A Montebello esistevano pochi attrezzi collocati in una grande sala ma lì qualcuno ha pensato bene di collocare la sala dei professori.
C’è chi afferma che la disciplina si svolge nell’androne della scuola, al piano superiore ma senza attrezzi i genitori stentano a pensare che i propri figli possano sviluppare ogni potenzialità.
Ma nonostante tutto, fortunatamente si è fiscali. Se gli studenti arrivano in ritardo, entrano la seconda ora.
Vincenzo Malacrinò

pubblicato su “il Quotidiano della Calabria”

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