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LO SPOPOLAMENTO DELL’ENTROTERRA:PIAGA DELLO SVILUPPO

31 maggio 2008 Nessun Commento
Avevo sostenuto più volte ed in diverse circostanze che la piaga dell’entroterra è costituita dallo spopolamento.
Questo fenomeno, fortemente accentuato in questi ultimi anni reca, alle zone interne non solo di Montebello ma di tutta l’area grecanica, un implulso negativo tendente a bloccare ogni forma di sviluppo.
Le giovani coppie che si sposano, poche, sicuramente, rispetto al passato, il giorno dopo del matrimonio salutano la terra natia per collocarsi là dove il futuro può meglio sorridere.
E chi parte da Montebello o dalle aree intere non è certamente un cercatore d’oro. Non si va alla ricerca di diamanti perduti e mai trovati ma solo del minimo indispensabile da poter dare ai propri figli e a sè stessi.
Così ci si sposta là dove è possibile garantire in modo dignitoso quanto necessario alla crescita umana e culturale dei propri figli.
In un posto dove questi ultimi nascono con ritmi lentissimi e dove le scuole sono impossibilitate a garantire la formazione delle classi sicuramente il genitore prima di decidere la dimora della propria residenza pensa, medita e riflette molto bene.
Poi giunge alla conclusione: trasferirsi là dove ci sono servizi, là dove il proprio figlio non deve percorrere 90 Km al giorno in un tempo pari a più di due ore in andata e ritorno.
Se i politici comprendessero o se tutto il popolo dell’entroterra montebellese e di tutta l’area grecanica si unisse per chiedere una strada concreta e degna di essere chiamata tale forse il fenomeno si potrebbe tamponare.
Ma in tutti questi anni chi ha governato a tutti i livelli, partendo dallo stato centrale per poi passare alla Regione, alla Provincia e al Comune, che cosa ha fatto?
I cittadini si chiedono ogni giorno dove sono i progetti di sviluppo. Si chiedono chi ha pensato concretamente di eliminare dall’emarginazione territoriale le aree interne. Ed ancora ci si domanda se è poi molto difficile pensare di eliminare un paio di curve nella provinciale S. Elia – Fossato.
Le amministrazioni che cosa hanno progettato? che cosa, di concreto, hanno dato alle comunità dell’entroterra se non l’ordinaria amminsitrazione consistenze in ritocchi di catrame, sistemazione di piccoli muretti e sfalcio dell’erba?
Bhe, se questi sono i veri investimenti e le vere progettazioni, se queste sono le idee di chi governa allora si fa prima a pensare a tanti che nel giro di pochi anni (10 – 15) là dove è nata e cresciuta la cultura tutto si trasformerà in ammassi di case mute, di luoghi che non hanno più nulla da raccontare se non la solitudine ed ancora la sofferenza per essere stati abbandonati ad un destino mai aspettato.
Tutto si trasformerà in tanti “Pentidattilo” e col tempo anche la nobile storia verrà domenticata.
Vincenzo Malacrinò

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