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ALLARME PER LA SCUOLA DI MONTEBELLO

7 settembre 2010 Nessun Commento
Montebello Jonico –
“Vergogna, tutti guardano e nessuno fa niente”.
Questa una delle frasi del testo di un volantino messo in circolazione ieri a Montebello Jonico ieri a causa della chiusura della scuola nel centro storico.
I genitori non ci stanno e mobilitati con tutti i cittadini oggi alle 15 scenderanno presso la sede del comune per chiedere ai politici cosa hanno fatto in tutto queste tempo per garantire l’entroterra.
Già l’anno scorso era successo il caos mentre i genitori litigavano.
In quell’occasione l’assessore alla pubblica istruzione, Giuseppe Crea, aveva proposto la presenza di un presidio scolastico per ogni paese. A Montebello sarebbe “toccata” la scuola media, a Fossato e a Masella la scuola elementare e a Saline elementari e media.
Niente di tutto ciò. Fossato si è ribellato e non ha ceduto. Così le pluriclassi a Montebello e a Fossato fioccavano.
Chi ci rimetteva e ci rimette le “penne” erano e sono i ragazzi. Il rappresentate del comitato di genitori costituito a Montebello è determinato e precisa che si andrà avanti fino in fondo.
Hanno già scritto una lettera con tanto di firma di tutti i cittadini che è stata inviata a diversi destinatari.
Montebello centro non accetta di vedersi chiudere la scuola perché, sempre ad avviso dei genitori, i numeri c’erano per poter, quantomeno, mantenere lo stato esistente l’anno precedente.
Ma le cose non sono andate proprio così in quanto diversi genitori di Masella dopo una riunione tenutasi a Saline, presso la direzione, hanno deciso di scrivere i propri là dove non c’era pluriclassi. Di conseguenza veniva cancellato Montebello e lasciata come finestra utile o Saline o Fossato, anche se qui l’anno precedente c’erano.
Masella e Placa sceglieva Saline tra certezze e titubanze.
I genitori di Montebello non sono di questo avviso. Affermano che i loro figli verranno educati in piazza con professori pagati da loro stessi.
Altri non escludo la possibilità di lasciare il Comune per trasferirsi a Melito o in altri luoghi.
Così l’entroterra, ancora una volta, risulta essere abbandonato, povero più che mai e spogliato dell’essenziale.
Questa non è una politica tesa al ripopolamento anche se a destra e a manca si parla di strategie tese a dare dignità ai centri storici.
Ciò forse accade in altri luoghi ma non in Calabria, non a Montebello. Così quanto manca anche la scuola ai genitori, in terre così disagiate, ecco che gli stessi preferiscono andare là dove esistono i servizi.
Così i cittadini nel loro volantino, attaccato dagli stessi bambini per le strade di Montebello scrivono “grazie a tutti coloro che non hanno mosso un dito per frenare questo terremoto che porta tutto verso il mare”.
Parole forti queste rivolte certamente al mondo della politica.
E non ì mancato chi tra i tanti ha affermato che si stava meglio quando si stava peggio.
Un invito ai nuovi amministratori a dare risposte concrete e non politiche, poiché queste ultime pur indossando nobili parole lasciano i territori nel loro stato più bruto.
A Montebello Jonico è stato strappato tutto: esattoria, ufficio di collocamento, caserma, guardia medica trasferita a Fossato solo per motivi politici e non logistici ed ora persino la scuola.
Forse fino ad oggi nessuno, veramente, ha fatto niente.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su “Il Quotidiano della Calabria”
nella foto un momento di protesta dei genitori dell’anno scorso

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