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GUARNA SCRIVE A SCOPELLITI

27 maggio 2017 Nessun Commento

Montebello Jonico – Nella lettera che il sindaco di Montebello, Antonio Guarna, ha scritto al Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, per avere chiarimenti sul ricorso, che ormai per certo si farà, veniva evidenziato come il Comune avrebbe agito nell’interesse del territorio schiarandosi contro il progetto della centrale a carbone attraverso un intervento ad adiuvandum. Il Comune, ossia, si aggregherà al ricorso della Regione Calabria per ribadire la contrarierà al progetto della SEI.

Inoltre Guarna chiede di voler conoscere le iniziative che la Regione Calabria intende assumere per utilizzare Saline a fini turistici, finanziando i progetti con la futura programmazione comunitaria 2014-2020. Il sindaco come egli stesso dice nella lettera intende essere “protagonista con le proprie idee di sviluppo”. Da qui l’invito al presidente Scopelliti di voler tenere in considerazione il concorso di idee già bandito dall’ing. Carmelo Barbaro dirigente della Provincia di Reggio Calabria e tutti gli spunti propositivi, per far decollare il territorio dell’area grecanica attraverso Saline, popolosa frazione di Montebello Jonico.

Guarna specifica che “il Consiglio Comunale del Comune di Montebello Jonico è stato da sempre contrario al progetto di una centrale a carbone, presentato dalla SEI nel 2008 auspicando ad un investimento alternativo”.

Il sindaco Guarna, nella lettera inviata a Scopelliti, prima della determinazione del ricorso di ieri ha affermato che per cambiare le sorti del territorio di Montebello e per evitare la definitiva costruzione della centrale a carbone “non sono sufficienti i buoni propositi manifestati da questa amministrazione comunale, né dell’amministrazione provinciale. Interventi di tale portata sono sostenibili finanziariamente e possono essere programmati soltanto dall’amministrazione regionale, o da privati investitori che, come nel caso della SEI S.p.A., dispongono delle ingenti risorse necessarie”.

Poi Guarna ha puntato l’accento sul porto asserendo che “il Comune di Montebello Jonico, rispetto a tutti gli altri territori dell’aria grecanica, dispone già di una struttura portuale di proprietà della Regione Calabria che, pur colpita anch’essa dallo stesso quarantennale abbandono e segnatamente dall’incuria di tutte le preposte amministrazioni passate, potrebbe costituire da subito un volano di sviluppo turistico del territorio se adeguatamente ristrutturato”.

La riqualificazione del porto, potrebbe, dunque, portare immensi benefici per tutto il territorio soprattutto se si pensasse ad un porto turistico capace di collegare la Sicilia con la Calabria.

Successivamente  Guarna torna nel passato precisando che “alla fine degli anni ’90 il Consiglio Comunale del Comune di Montebello Jonico, riunitosi in seduta del 4 febbraio 1998, esprimeva, anche con il voto favorevole dei consiglieri Demetrio Barbaro e Ugo Suraci oggi facenti parte della compagine d’opposizione dell’attuale assise Comunale, di confermare la decisa volontà del Comune di Montebello Jonico di difendere la destinazione industriale dell’aria oggi occupata dallo stabilimento ex Liquichimica.

In poche parole Guarna intende dire che nel passato nulla si è fatto per dare dignità turistica a quell’area carica di ferraglie tanto è vero che la ex liquichimica è stata venduta nel 1999 “previo gradimento espresso del Consiglio Comunale di Montebello Jonico riunitosi il 6 giugno 1998, a cui hanno partecipato anche soggetti appartenenti ad altre Istituzioni, il senatore Renato Meduri, l’on. Natino Aloi, il consigliere comunale di Reggio Calabria Pino Falduto, la “sig.ra Eliana Frascà, della CGIL”, il consigliere provinciale Nino Romeo, il Sindaco di Bova marina Tripodi” e il consigliere provinciale Giuseppe Gullì. Tutti concordi nel promuovere il progetto industriale del dottor Giovanni Zino.

In poche parole Guarna si chiede perché in tutto questo tempo nessuno ha cambiato la destinazione di quell’area mentre si plaudiva agli investitori di turno.

Ora forse con il nuovo piano strutturale comunale Guarna potrebbe dare una sterzata facendo si che il “no” al carbone diventi definitivo.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su “il Quotidiano della Calabria”

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