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IL RISCHIO DA GAS E VAPORI ANESTETICI IN UNA TESI DI LAUREA

26 ottobre 2007 Nessun Commento

Francesco Principato, ha discusso, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Messina, un’importante tesi di laurea dal titolo “Gas e vapori anestetici – Rischio calcolabile nel percorso di prevenzione per gli addetti alle sale operatorie”.
Si tratta di un tema estremamente importante, così come ha affermato il chiar.mo prof. Giuseppe Galtieri, suo relatore, perché tende a dare soluzioni ad un problema che coinvolge interamente l’uomo e quindi la salute di chi lavora all’interno dei complessi operatori.
Una tesi, dunque, a cavallo tra la medicina del lavoro e l’anestesia, elaborata nel corso di un lungo studio al fine di ottenere ed elaborare i risultati.
L’esperienza scientifica, ha affermato i neo dottore Francesco Principato, intrapresa nelle varie sale operatorie, ha evidenziato come e quanto i gas e vapori anestetici incidono sulla salute di chi opera, ogni giorno, in ambienti ad alto tasso di sostanze chimiche.
In sintesi, nei vari interventi chirurgici, il personale addetto alle sale operatorie, viene esposto ad elementi di natura chimica, fisica e biotica.
Si tratta, di un’esposizione multipla che, così come ha affermato Principato, nella sua relazione introduttiva, determina una elevata incidenza del fattore “rischio” sugli operatori, fino al punto di considerarli tra i più esposti a contrarre patologie professionali.
Da qui, la necessità di studiare i rimedi e quindi le soluzioni al fine di attutire gli effetti che, spesso, possono anche essere assai complessi nei confronti dei vari addetti.
Il numero complessivo di chi è esposto a tale problema varia dai 50.000 ai 60.000 operatori e comprende anestesisti, chirurghi, ferristi, strumentisti ed infermieri, spesso sottoposti a valori di gas e vapori anestetici anche 7-8 volte superiori ai limiti attuali di accettabilità ambientale.
Con queste parole il neo dottore in medicina conduce un’analisi critica e al contempo interessante che dà la possibilità agli addetti ai lavori di soffermarsi sui numeri e sul problema al fine di limitare l’azione di agenti capaci di modificare la vita di chi si trova impegnato in prima linea nella sala operatoria.
Le patologie elencate nel corso della disquisizione sono state diverse e varie ma “tutte incidono sul bene salute”.
Il freno proposto dalla tesi di Principato è legato all’analisi, al controllo ambientale e quindi alla prevenzione.
La determinazione del rischio e, quindi, la sua conoscenza permette il controllo e la prevenzione. Sono proprio questi elementi gli ammortizzatori del fenomeno nei riguardi di chi è esposto ai gas e vapori anestetici.
Da qui anche l’adeguata e costante manutenzione degli impianti al fine di ridurre l’inquinamento così come pure un’appropriata sorveglianza sanitaria mediante visite mediche periodiche e attraverso l’istituzione di un documento sanitario personale su cui riportare di volta in volta di dati biostatistici del lavoratore esposto.
Viene così definita la “mappa del rischio” e di conseguenza la possibilità di controllare il rischio stesso.
Il lavoro prodotto e gli spunti suggeriti sono stati oggetto di riflessione per l’intera commissione. Pubblicamente, infatti, sono stati espressi apprezzamenti verso la tematica trattata e congratulazioni nei riguardi del neo dottore Francesco Principato e del suo relatore Giuseppe Galtieri.

Vincenzo Malacrinò

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