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SOLO A MONTEBELLO SI CELEBRA LA FESTA DELLA DORMIZIONE (KIMISIS)

15 agosto 2002 Nessun Commento
Montebello e Tinos (Grecia) celebrano la stessa festa
Luigi Sclapari: questo è un altro elemento che attesta la nostra appartenenza all’area grecanica

Montebello Jonico – si è conclusa la festa della “Kìmisis tis Theotocu” ossia festa della Dormizione della Madre di Dio, una celebrazione molto antica che trova le sue radici nel profondo passato fatto di una tradizione ricca e piena di grecità.
Proprio queste tracce peculiari vogliono essere riscoperte e riportate alla luce per dare maggiore lustro e dignità ad un’area come Montebello che ingiustamente si trova esclusa dall’aera grecanica dove invece troverebbe giusta e degna collocazione.
In Montebello, esiste fra le tante, una importante funzione religiosa, che vede il popolo nei giorni di 14 e 15 agosto impegnato in un momento di religiosità intensa, quello della “Dormizione” ossia un dipinto della Madonna Assunta in Cielo viene portato la sera del 14 agosto dalla Chiesa Protopapale dell’Isòdia (Presentazione) al Cimitero e poi la mattina del 15 da cimitero alla Chiesa Protopapale.
Il professore Luigi Sclapari, ricercatore che dimostra spiccato interesse anche su problematiche di carattere culturale – religioso nell’ambito del territorio montebellese definisce questa festa “bicefala” fra oriente ed occidente.
Di orientale, afferma, abbiamo il quindicinario di preparazione alla festa di cui esiste un documento che lo attesta presso l’archivio comunale risalente al 1864.
Nel tempo poi venne trasformato in novena ed oggi a causa dello svuotamento della popolazione si è ridotta ad una vigilia di preghiera fatta al Camposanto dopo la processione.
“ la processione del 14, dice il Prof. Luigi Sclapari, è molto simbolica perché si poggia su due punti essenziali: il cimitero, luogo di morte biologica e la Chiesa che è luogo di vita.
La processione del 14 ha il significato di ricordare l’evento storico della morte di Maria con la deposizione del quadro al cimitero.
Un evento diverso da tutti i mortali in quanto il Suo corpo è sottratto dalla morte e il ritorno del quadro in Chiesa mattina del 15 simboleggia la vita, la risurrezione e quindi l’ Assunzione”.
Quindi questa processione per meditare sulla morte di Maria, aspetto questo poco centrale della cultura latina perché propensi verso l’Assunzione.
Il dipinto del 1800, che viene custodito nella Chiesa Protopapale dell’Isòdia, rappresenta in modo molto agile tutto il percorso.
La singolarità di questa processione, afferma il professore Sclapari, sta nell’unicità della stessa, ossia all’interno dell’area grecanica e di tutta la Calabria e dell’occidente latino solo Montebello celebra la festa della Kìmisis tis Theotocu cioè la festa della Dormizione della Madre di Dio.
La stessa celebrazione religiosa oggi si svolge solo in oriente, in un altro angolo di terra, e precisamente a Tinos (arcipelago delle isole Cicladi in Grecia), continua Sclapari, qui la funzione avviene nello stesso modo in cui veniva celebrata a Montebello Jonico nei primi periodi ossia con il quindicinario di preparazione.
Sia a Montebello che a Tinos la processione della Dormizione (Kìmisis) medita sulla morte ed il popolo che accompagna il quadro della Madonna rappresentano gli Apostoli che nel silenzio della preghiera accompagnano Maria verso il camino della vita.
Ed ancora solo Montebello e Bova in tutto l’occidente latino festeggiano l’Isòdia ossia la Presentazione di Maria Bambina al Tempio.

La Chiesa Madre montebellese è proprio dedicata alla Madonna della Presentazione (Isòdia) Chiesa eretta così come afferma Padre Francesco Russo, storico reggino, sin dal XII secolo.
Indicazioni sulla Presentazione (Isòdia) sono desumibili dal protovangelo di Giacomo che racconta con dovizia di particolari questo momento della vita umana di Maria.
In oriente questo aspetto della vita di Maria Bambina viene esaltato attraverso una festa che aveva avuto origine all’inizio a Gerusalemme, dove è rimasta circoscritta per molto tempo e poi si è estesa a tutto l’oriente.
La nostra festa, dice Sclapari, dovrebbe essere maggiormente solennizzata attraverso concelebrazione con tutti i sacerdoti della zona pastorale montebellese in rito greco – bizantino in modo da rendere alto il tono della festa.
La festa della Presentazione e della Dormizione sono afferma Luigi Sclapari, di origine orientale, documenti lo attestano e la presenza in Montebello Jonico di queste festività risalgono a tempi molto lontani.
Questi elementi ed altri caratteri testimoni, come per esempio la presenza di opere architettoniche (S. Anastasio e S. Giovanni sopra Fossato) e pittoriche (S. Anastasio) dimostrano la nostra sicura appartenenza a quell’area grecanica della Calabria dalla quale ingiustamente siamo stai stati esclusi”.
Tutto questo rappresenta un tesoro inestimabile, il passato che vive nel presente, ecco quindi la necessità di conservare e preservare dalla dimenticanza, dall’allontanarsi troppo da quella cultura che ha visto crescere i nostri avi e indirettamente noi stessi.
Per questo un impegno forte perché si approfondisca, si studi e si mediti sul passato per farlo rivivere nel presente anche attraverso l’inserimento di Montebello nell’area grecanica dove giustamente troverebbe precisa configurazione.

Vincenzo Malacrinò

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