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TRAGEDIA SFIORATA A MONTEBELLO JONICO

16 marzo 2013 Nessun Commento

Montebello Jonico – Tragedia sfiorata a Montebello Jonico, paese di eroi e di persone solidali. Questa la fisionomia del borgo, dove ieri, un incendio, prodotto dall’eccessivo riscaldamento del camino di una stufa, ha divorato il tetto di una abitazione sita nel centro storico. Nel paese, tra l’altro, da diversi giorni mancava l’acqua. Il guasto è stato riparato solo nelle prime ore del mattino ma la pressione, nel momento in cui è accaduto l’incendio, non era sufficiente per spingere l’acqua fino all’altezza del tetto ormai fumante. Inutile descrivere quanti hanno inveito contro questa situazione dichiarata apertamente “insostenibile”:

La prima a notare il fumo è stata una signora. Poi un vicino scorgeva le fiamme. Da qui le urla. In pochi minuti la casa del signor F. D.G. è stata invasa dai vicini.

Drammatico il racconto di una signora che per prima è entrata in casa: “i proprietari erano al primo piano e non si erano accorti di niente. Assieme ad altre vicine abbiamo bussato, preso, immediatamente il proprietario, che tra l’altro è ammalato, per portarlo presso la casa di vicini e poi corsi sopra per spegnere le fiamme”.

Al primo piano la signora notava una scena da film: il tetto bruciava e il fumo inondava la casa mentre pezzi del materiale infuocato cadevano a terra.

“La prima cosa che ho notato, afferma, è stata una Croce, preparata con il grano, per Pasqua. Era posta a terra. L’ho spostata e subito ho pensato che si è trattato di un vero miracolo perché se nessuno di fosse accorto delle fiamme e del fumo la casa si sarebbe carbonizzata senza  risparmiare niente e nessuno”. Tra l’altro l’incendio si sarebbe anche diffuso nelle case vicine provocando una vera e propria tragedia.

Urla incalzanti e panico si seminavano quando, dopo aver attaccato dei tubi nei rubinetti, l’acqua non riusciva a giungere fin sopra il tetto.

Da qui la scaltrezza dei vicini che, minuto dopo minuto, diventavano numerosi. I più coraggiosi da un vicino balcone si sono catapultati sul tetto, tra il fumo e le fiamme, smantellando le tegole per rincorrere il fuoco mentre da una cisterna di un vicino, posta in un punto più alto, veniva prelevata acqua.

Altri, da dentro, con secchi e bidoni, cercavano di spegnere il materiale infuocato mentre cadeva a pezzi. Non solo bacinelle d’acqua e bidoni ma anche un estintore portato da un vicino. Una vera e propria gara di solidarietà che ha messo a repentaglio le vite di quanti si sono catapultati nell’incendio. “Un incubo” affermano i presenti dal quale ancora molti si devono risvegliare. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Melito Porto Salvo anche se i cittadini avevano già domato la maggior parte della fiamme.

Accesi i motori del camion e lanciata l’idrovora nella parte alta del tetto i pompieri spegnevano gli ultimi fuochi mentre il fumo tracollava verso il basso.

Sono stati proprio i vigili del fuoco a congratularsi con i cittadini non solo per la prontezza e la tempestività ma soprattutto per il calore umano e l’altruismo dimostrato.

Congratulazioni subito ricambiate perché, hanno affermato i presenti, “la nostra acqua era quasi finita e senza la presenza dei pompieri avremmo forse vanificato tutto il lavoro”.

La generosità della gente, trasformata in atto di eroismo, ha evitato la tragedia.

Vincenzo Malacrinò

pubblicato su “il Quotidiano della Calabria”

 

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