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INTITOLATO A DON PIETRO IL CAMPETTO DI MONTEBELLO JONICO

3 novembre 2007 Nessun Commento

Allinea a destra

Montebello Jonico – E’ stato intitolato, ieri, in modo ufficiale, il campetto a don Pietro Polimeni, giovane parroco di Montebello Jonico passato in altra vita l’anno scorso.
La colomba con un ramoscello di ulivo, scolpita dall’artista Rosario La Seta, posta all’ingresso del campetto, porta in sé un chiaro messaggio perché le parole del volersi bene spiccano su tutte così come l’apertura della ali intente ad abbracciare ogni uomo di questo mondo.
Il campetto fortemente voluto da don Pietro ora ha un nome ed è proprio quello di un prete semplice ed umile così come da sempre ed anche ieri è stato definito.
Un sacerdote che aveva nel cuore Dio, il suo popolo ed in modo particolare i giovani perché certo che il futuro è nella mente e nello spirito dei piccoli.
Giornata emozionante, dunque, quella trascorsa ieri a Montebello Jonico dove nel ricordo di don Pietro Polimeni la sua comunità parrocchiale di Montebello – Masella lo ha voluto ricordarlo con una celebrazione eucaristica presieduta da don Carmelo Perrello.
Al forte momento dedicato al parroco del silenzio, hanno partecipato anche altri sacerdoti, suoi amici e confratelli.
Don Mimmo Cartella, don Aldo Ripepi, don Giovanni Zampagliene, don Giuseppe Manti e il parroco di Archi, sua parrocchia natale; erano tutti lì presenti per dire ancora una volta grazie a Dio per aver regalato al mondo un sacerdote e un uomo come don Pietro capace di lasciare con il silenzio una profonda traccia di sé.
Presente il Sindaco del comune, Loris Maria Nisi, il comandante dei Carabinieri, Davide Micale, il comandante dei Vigili Urbani, Margherita Iamonte ed ancora l’assessore Antonino Cilea, l’assessore Eliana Zaccuri, Giuseppe Cuzzucoli, Pippo Calabrò, Angelo Principato, Anna Pedà e Ugo Suraci.
La Chiesa dell’Isodìa (Presentazione) ha raccolto in sé non solo i fedeli di Montebello ma anche quelli di Masella, di Fossato e di altri paesi giunti proprio per salutare ancora una volta don Pietro.
Inutile descrivere la commozione della mamma del giovane sacerdote, del fratello Francesco, della sorella e del cognato.
È, invece, bello scrivere e sottolineare la loro grande fede nell’accettare cristianamente questa grande prova di dolore.
Se da un lato vi era, quindi, la tristezza e la sofferenza, dall’altro il credere nella resurrezione e nella vita eterna ha fatto sì che la speranza potesse emergere nello sguardo di chi ha amato veramente don Pietro.
Una testimonianza, forte, quella della famiglia e di tutta la comunità rattristata ma serena perché don Pietro non è morto ma solo passato ad un’altra vita.
Parole profonde e significative sono state espresse nell’omelia da don Mimmo Cartella confratello e amico del giovane sacerdote.
Con lo sguardo rivolto al cielo e spesso con gli occhi chiusi, don Mimmo ha raccontato in sintesi la storia di un prete semplice, di un uomo che non amava i primi posti, di un sacerdote umile, coraggioso e forte.
Anche il sindaco nel suo saluto ha voluto sottolineare l’umiltà di don Pietro e soprattutto la sua determinazione nel cercare il bene degli altri, di tutti ed in modo particolare dei giovani.
Quel campetto è stato costruito proprio perché don Pietro più volte lo chiesto in maniera pressante affinché i ragazzi avessero un posto per giovare, per parlare e per fare squadra.
Aggregandosi si cresce e si corre anche là dove la vita porta. Non importa dove, l’importante è che la vera meta sia Cristo.
L’amministrazione comunale, sensibile alle istanze dei cittadini, ha voluto immediatamente scrivere il nome di don Pietro proprio in quel campetto dedicando a lui la struttura sportiva perché, così come ha affermato il sindaco, i giovani di domani possano avere la possibilità di ricordare un prete che aveva dentro di sé il mondo dei giovani.
I montebellesi, ricordano don Pietro come prete del silenzio ed i ragazzi come l’amico che amava giovare a pallone con loro proprio in quella struttura.
Dopo la celebrazione Eucaristica tutti i presenti si sono recati al campetto “don Pietro Polimeni” per la benedizione della stele.
Il sindaco e don Carmelo hanno scoperto la colomba in bronzo scolpita dal prof. Rosario La Seta mentre il popolo partecipava e applaudiva.
L’opera di La Seta, presente per l’inaugurazione, sintetizza molto bene quanto si potrebbe scrivere su un libro sul significato e sul senso della pace, dell’essere dono, dell’essere annunciatore ed ancora testimone capace di portare tra le mani i segni della pace e della speranza.

Vincenzo Malacrinò

Un momento della Celebrazione Eucaristica di giorno 3 Novembre 2007

Il sindaco Loris Maria Nisi e don Carmelo Perrello mentre scoprono la scultura bronzea dell’artista Rosario La Seta


don Pietro Polimeni (il primo in basso a destra) con i ragazzi in una partita del 2003

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