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LA CROCE DI GERUSALEMME GIUNGE ALL’ ESTREMO SUD

22 marzo 2000 Nessun Commento
Sopra un monte, a S. Pantaleo, la Celebrazione Eucaristica
I seminaristi lasciano ai giovani della zona di Melito Porto Salvo la Croce di Gerusalemme
S. Pantaleo- in tanti a San Pantaleo, piccolo paese collinare della provincia di Reggio Calabria, per accogliere la Croce di Gerusalemme che il Papa nel 1984 consegnava ai giovani per portarla fra le braccia in tutto il mondo.
Domenica, 26 Marzo, la gioia di stringerla fra le mani ha pervaso il cuore dei giovani della zona pastorale di Melito Porto Salvo comprendenti Presenti i parroci delle rispettive parrocchie i quali insieme ai loro giovani hanno atteso l’arrivo della Croce di Gerusalemme con grande emozione.
Nessuna distinzione di razza e di colore di cultura e di mentalità, questo sicuramente lo spirito con cui la Croce è stata accolta in tutto il mondo dove il bianco si confondeva col nero e dove, domenica, le realtà delle varie parrocchie si fondevano insieme per dar corpo ad una nuova, esaltante lo spirito della fraternità e dell’amore che tutto può in un mondo dove la violenza e l’ingiustizia sembrano prevalere per prendere il sopravvento su tutto. E dopo una lunga attesa ed una lunga processione fatta di giovani provenienti dalle varie parrocchie finalmente giunge al Santuario la Croce di Gerusalemme, portata dai seminaristi del Seminario Pio XI di Reggio Calabria. Con loro presente il rettore, don Santo Marcianò, il quale insieme a loro ha accompagnato la Croce, per poi donarla ai giovani con l’impegno di essere sempre testimoni della Croce che ha dato a tutti la salvezza.
Grande accoglienza a questo invito e grande emozione nell’abbracciarla per poi portarla sopra un monte per innalzarla in uno scenario dove alberi di olivo, nebbia e sole si fondevano insieme per dar luogo ad un’atmosfera unica. E proprio fra gli alberi, sopra un tappeto erboso fiorito è stato preparato l’altare per la celebrazione dell’Eucarestia e l’emozione più grande stava nel vedere confessarsi fiumi di giovani all’aperto sotto gli olivi. Una giornata veramente riuscita che ha segnato non solo il cuore dei giovani ma anche degli adulti i quali hanno partecipato in tanti facendo da “corona”, al mondo giovane. Successivamente nel pomeriggio la Croce è stata portata a Melito Porto Salvo, paese situato sul mare, dove un numero veramente indescrivibile di fedeli ha atteso l’arrivo della Croce per accompagnarla in processione alla Parrocchia di San Giuseppe in Melito Porto Salvo. Fra canti e mani che si levavano al cielo la Croce ha attraversato le strade di questo paese per poi giungere davanti la piazza della Chiesa di San Giuseppe dove alla presenza di tantissimi altri fedeli che attendevano il suo arrivo è stata posta all’ingresso. Così ancora una volta il numero dei fedeli cresceva e tutti anche i più lontani della lunga coda facevano giungere forte la loro voce nell’intonazione dei canti per rendere maggiormente solenne l’evento. Alle 18.00 circa è arrivato sua eccellenza il Vescovo metropolita dell’arcidiocesi di Reggio Calabria- Bova mons. Vittorio Mondello dove alla sua presenza sono state fatte numerose testimonianze di quanto la Croce ha trasmesso al cuore di ciascuno.
Nella tarda serata dalle 21 in poi per le vie di Melito si è svolta la processione animata dai giovani delle varie parrocchie e poi per tutta la notte la Croce è rimasta esposta nella Chiesa di San Giuseppe per la veglia di preghiera. Nella mattinata di Lunedì dopo la celebrazione Eucaristica è partita da Melito con una barca per poi giungere a Bagnara per essere accolta ancora una volta da altri giovani.
Una Croce unica, quella di Gerusalemme, che viaggia da un punto all’altro della terra attraversando le realtà più diverse, gli usi e le culture più eterogenee ma una Croce sempre uguale perché rappresenta quella portata da Cristo per i nostri peccati ed ancora uguale perché portata sempre da giovani i quali vogliono sollevare Cristo dal peso delle nostre mancanze attraverso un cambiamento di vita ed attraverso l’esaltazione dell’amore, unico mezzo per giungere a Lui.
La Croce, quindi come segno di vittoria e non come segno di sconfitta, segno che imprime un forte slancio al cuore umano in quanto gli dà la forza di amare anche quando potrebbe sembrare impossibile.

Vincenzo Malacrinò

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