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MONTEBELLO IN FIAMME

3 luglio 1999 Nessun Commento
Brucia anche un’abitazione
Montebello Jonico – Era tutto rosso il cielo di Montebello quando fra il 3 ed il 4 del mese di luglio il fuoco circondava il paese allarmando quanti in essi vi abitano.
Le fiamme indomabili non destavano speranze ed il fuoco violento ha distrutto ettari ed ettari di vegetazione che sicuramente non si ricostituirà in tempi brevi.
La tinta nera del terreno sembra colorare di lutto le montagne che non si vogliono rassegnare all’idea di morire per l’azione meschina di chi per l’ennesima volta si china per distruggere se stesso.
Proprio di autodistruzione si deve parlare poiché è quel gesto che preclude la possibilità alla natura di svolgere la sua benefica azione.
Se l’uomo respira ossigeno lo deve proprio ad essa ma ciò nonostante, stranamente, viene calpestato il suo peculiare ruolo nella vita dell’uomo.
Così alle soglie del duemila in un mondo che si dice evoluto c’è ancora gente meschina che interagisce negativamente con ciò che lo circonda e non gli appartiene.
Cosa scatta in un uomo per convincerlo a compiere un tal gesto inconsulto?
Cosa si può provare vedendo rodere i serbatoi della nostra vita?
Ma nonostante tutto gli incendi aumentano e poco si fa per fronteggiare questi gravi eventi dolorosi.
Esistono aerei sufficienti per far fronte a queste gravi calamità?
Si pensa di no visto che mentre Montebello bruciava nessuno dall’alto provvedeva a fare qualcosa.
Si potrebbe rispondere col dire che mezza Calabria bruciava e che tante erano le esigenze.
Invece non è così in quanto il canader quel giorno si trovava a Roma e l’elicottero a Grotteria (notizie date ai cittadini dalla sala operativa della prefetture)
E gli altri mezzi?
Forse non ce ne sono.
Bene allora chi di dovere dovrebbe necessariamente armarsi per tempo in modo di avere prima le risorse necessarie per frenare questi spiacevoli inconvenienti.
Non basta fare solo delle statistiche negative alla fine di ogni estate dalle quali si evince la quantità del patrimonio forestale distrutto, queste non servono a niente o meglio servono solo a far capire come nel corso degli anni si è andati di male in peggio.
Quando allora le cose cambieranno? Quando potremo fare delle statistiche positive?
Quando la natura ed il lavoro dell’uomo troverà la giusta ricompensa?
A questi interrogativi vogliamo che qualcuno possa dare una risposta concreta frutto di mature e chiare posizioni che si vorranno prendere nel futuro, in un futuro però non molto lontano tale da dare la certezza al nostro patrimonio di “respirare” e di far respirare.
Cosa dire a quelle persone che hanno perso la propria abitazione a causa delle fiamme? Sicuramente poco.

Vincenzo Malacrinò

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